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    Giovedì, 26 Agosto 2021 15:55

    Finalmente una buona annata per la Sicilia

    Non è possibile parlare della campagna delle uve precoci, senza considerare il punto di vista della parte commerciale. Per questo motivo abbiamo intervistato Giovanni Raniolo, amministratore unico di Co.Ra Srl.

    Co.Ra Srl è un’azienda che si occupa di produzione e commercializzazione di uva da tavola siciliana. L'azienda commercializza oltre 12 milioni di kg di uva l’anno e, oltre al Nord Italia raggiunge le piazze di Francia, Spagna, Svizzera e Germania. Nel corso degli anni Co.Ra. ha scelto di ampliare la gamma di prodotti ortofrutticoli da commercializzare e oggi lavora anche con: albicocche, pesche, pomodoro, meloni, patate e agrumi. Per le uve precoci, la maggior parte del prodotto è costituito dalle varietà: Vittoria, Black magic, Red Globe e uve seedless.

    Questo 2021 ha rappresentato una boccata d'ossigeno, sia per la commercializzazione che per la produzione. 

    Questo 2021 ha rappresentato una boccata d'ossigeno, sia per la commercializzazione che per la produzione. -

    Giovanni, come è andata la campagna 2021 per le uve precoci, agli occhi di un esportatore?
    Le precoci quest'anno hanno portato a casa dei risultati molto buoni, sia in termini di remunerazione alla produzione che alla vendita. In generale abbiamo registrato dal 10 al 20% in più di vendite. Il prodotto è stato collocato facilmente durante la prima e seconda settimana di maggio grazie alla precocità che i produttori siciliani sono riusciti ad ottenere, parlo delle varietà Vittoria e Black magic. Altro fattore che ha giocato a favore delle produzioni siciliane è stato il ritardo della maturazione, a causa del caldo eccessivo, del prodotto pugliese; ciò ha consentito all'uva siciliana di allungare la propria finestra di mercato fino a fine luglio. Quest'anno, inoltre, l’uva siciliana non ha subito particolari pressioni da parte delle produzioni spagnole o greche. Anche perché la Spagna, producendo per lo più seedless non è un nostro competitor. Le uve senza semi, in Sicilia, rappresentano una quota così bassa da non essere significative. Considerando la Grecia, invece, credo che la qualità del prodotto nostrano sia stata compresa e valorizzata nel modo corretto dai mercati.

    La qualità c’è stata, dunque, ma questo non vuol dire che siano mancati i grattacapi...
    Indubbiamente. Il caldo eccessivo registrato nel mese di giugno ha creato qualche problema per le varietà che erano in fase di invaiatura. Ad essere maggiormente colpita è stata la varietà Red Globe, cultivar che ha perduto circa il 20 - 30% delle produzione complessiva. Fortunatamente, però, si tratta di una cv molto generosa e i viticoltori riusciranno comunque a raccogliere dei quantitativi pari ad un’annata con volumi medi. Oltre al caldo record, c’è da considerare anche la siccità come problema dell’imminente futuro. In Sicilia non piove da 4 mesi ormai, i bacini costruiti per raccogliere e conservare l'acqua piovana sono ormai agli sgoccioli, anche perché temperature così alte hanno costretto i produttori a irrigare con più frequenza. Se non dovesse piovere di qui a 15 giorni (oggi è 23 agosto) a mio avviso ci saranno problemi per le uve tardive.

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    Parliamo di prezzi.
    Senza dare i numeri, credo di poter dire con tranquillità che si è riusciti a spuntare dal 15 al 20% in più rispetto allo scorso anno.

    Ponendo l’attenzione sulla commercializzazione di uva Bio cosa si può dire?
    Il convenzionale e il Bio sono mercati totalmente differenti, perché il prodotto biologico è destinato a negozi specializzati, nei quali il consumatore si reca con una precisa propensione all’acquisto. La grande distribuzione, purtroppo, non dispone ancora - a mio avviso - di reparti adeguati per questo genere di prodotti. Va detto che il trend è in crescita e di anno in anno c’è un incremento per i prodotti Bio nei volumi di vendita. Trasmettere facilmente al consumatore concetti come: sostenibilità ambientale, salvaguardia del territorio, gestione razionale delle acque, arricchimento del suolo e salubrità del prodotto ripaga. L'attenzione per questi temi è ancora più alta se parliamo dei Paesi del Nord Europa. La remunerazione dei prodotti Bio tiene anche conto del rischio d'impresa, che per il Bio è molto alto.

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    Dopo anni di problemi, possiamo dunque finalmente affermare che per i viticoltori siciliani questa è stata una buona annata?
    Questo 2021 ha rappresentato una boccata d'ossigeno, sia per la commercializzazione che per la produzione. Speriamo che sia il primo di molti anni. Mi auguro che il 2021 contribuisca alla crescita, non solo degli investimenti, ma anche del morale dei produttori siciliani.

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    Autrice: Teresa Manuzzi

    Copyright: uvadatavola.com

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